Ho vissuto dentro la "macchina" dell'accoglienza profughi, con le mani, con il cuore, con la testa, con la mia auto, con le pochissime ore di sonno, con situazioni umanamente difficili da gestire.
E sono totalmente convinto di aver fatto la mia piccola parte in qualcosa di moralmente giusto e che non solo andava fatto, ma che va fatto!
E sono totalmente convinto di aver fatto la mia piccola parte in qualcosa di moralmente giusto e che non solo andava fatto, ma che va fatto!
Solo che sono del tutto convinto che questo modello di accoglienza sia già entrato nella fase della non-sostenibilità.
Lo dico ributtando nel cesso la paura di chi non conosce e pensando solo alla sostenibilità aziendale dell'accoglienza.
Lasciando perdere quelli che si inculavano i soldi o che non erogano servizi o che li erogano carenti e in malafede totale,
dal lato aziendalistico individuo 3 tipi di enti che fanno accoglienza:
1. enti che hanno fatto dell'accoglienza un filone progettuale dentro un sistema economico bilanciato: cioè hanno guardato all'opportunità di fare impresa sociale con entrate concordate ma non guardavano all'accoglienza come una panacea a disequilibri di bilancio.
2. enti che hanno fatto dell'accoglienza un tappabuchi di bilancio: aziende troppo legate al finanziamento pubblico che, causa tagli, ritardo etc hanno visto nell'accoglienza prima un salvagente finanziario, poi un filone progettuale. E' il caso di numerosi enti non profit.
3. enti che hanno fatto dell'accoglienza un business (magari anche ben gestito dal lato dei servizi): è il caso di attività ricettive profit che fondamentalmente vendono camere e appaltano a enti non profit i servizi di accompagnamento.
Tolte le mosche bianche, rarissime, questi 3 tipi di enti hanno questi problemi in comune:
- spesso non sanno generare una progettualità di accoglienza
- se riescono a generarla, non riescono tradurla in opportunità di occupazione, dato che le risorse di accompagnamento da mettere a volano sono insufficienti e inappropriate, e la famosa crisi esiste
- quindi il massimo risultato a volte è collaborare con le amministrazioni locali creando occupazione non retribuita per lavori di pubblica utilità
- non hanno *alcun* riferimento certo nella burocrazia locale e statale. Zero proprio, perché una procedura senza esito o un rimpallo tra autorità vuol dire non avere riferimenti, nè normativi nè pratici
- subiscono ritardi nei pagamenti
- possono subire imposizioni più o meno esplicite dalle prefetture
- se riescono a generarla, non riescono tradurla in opportunità di occupazione, dato che le risorse di accompagnamento da mettere a volano sono insufficienti e inappropriate, e la famosa crisi esiste
- quindi il massimo risultato a volte è collaborare con le amministrazioni locali creando occupazione non retribuita per lavori di pubblica utilità
- non hanno *alcun* riferimento certo nella burocrazia locale e statale. Zero proprio, perché una procedura senza esito o un rimpallo tra autorità vuol dire non avere riferimenti, nè normativi nè pratici
- subiscono ritardi nei pagamenti
- possono subire imposizioni più o meno esplicite dalle prefetture
Purtroppo, fondamentalmente si riducono, volenti o nolenti, a fare assistenzialismo.
Tuttavia c'è una sostenibilità economica data dai famigerati 30-35€ al giorno a persona per la gestione che tutto sommato, sedate eventuali situazioni critiche, convince ad andare avanti. Anche perché una volta che ci sei dentro, sei anche legato a continuare.
Ora faccio un pronostico, forse pre-occupato, forse no:
"prevedo" che nel medio-lungo periodo le quote procapite assegnate diminuiranno in modo grave, che i tempi di pagamento diventeranno insostenibili, che l'incapacità di andare oltre l'assistenza pura produrrà situazioni interne e di vicinato insopportabili, che nel lungo periodo il rubinetto dell'accoglienza potrà essere stretto verso lo zero senza troppi annunci e senza troppo anticipo, ma soprattutto senza aver generato nessun tipo di uscita costruttiva degli ospiti nel frattempo.
Detto in altri termini: ti troverai con gli ospiti in casa, ma senza le risorse per accoglierli.
Quindi, mi chiedo: come la vedete voi?
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