martedì 25 agosto 2015

Profughi, economia e demografia: il disegno c'è o non c'è?

Qualcuno mi ha detto che per capire il mondo piuttosto che guardare cosa succede, bisogna chiedersi "perchè" e possibilmente quello giusto.
Ultimamente ho il pallino della questione profughi, nella sua dimensione demografica ed economica.
Il "perchè" al riguardo non è "Perché lasciano i loro paesi?": la risposta è facile ed è perché cercano fortuna (dove non possono trovarla) e salvezza (questa la possono trovare, anche se non corrisponde a dignità, o se non altro a una dignità conforme ai nostri canoni). Scappano da povertà e guerre che, fino a prova contraria, l'occidente ha generato ed alimenta.
Il "perché" più interessante sulla questione profughi per me è questo:
"Perché l'Unione Europea non ha un disegno nè un progetto sulla questione sbarchi?"
Io non sono mai stato per le dietrologie. D'altra parte non ho nemmeno elementi scientifici e statistici a mio supporto per supportare altre tesi. Ma so leggere abbastanza bene la realtà con l'esperienza e facendo collegamenti e anche questo può bastare.
L'idea che mi sono fatto è che nel lungo periodo in Europa serviranno:
* molta manodopera a bassissimo costo e pochissimi o nulli diritti sindacali (cioè gli immigrati e la parte disoccupata di lunga durata della popolazione europea)
* cittadini disposti ancor di più a dire "si" o a non dire "no" a qualsiasi genere di manovra politica e governativa, pur di difendere i propri diritti e posizioni economiche e sociali (la popolazione attiva nel lavoro)
Il primo punto diventa facile da realizzare quando modelli e stili di vita di dove abiti segnano inclusione ed esclusione, e l'esercizio dei propri diritti, con l'essere parte di un sistema lavorativo. Detto in altri termini: pur di stare dentro al mondo del lavoro, che comporta stare dentro al tessuto sociale in un modo "normale", sei disposto ad accettare lo sfruttamento del lavoro.
Vuol dire: << Dammi di che vivere e accetto tutto >>
Il secondo punto diventa facile da realizzare invece quando tensione sociale e pensiero comune, fomentato dai mass media, generano un lungo "stato di tensione", per cui pur di preservare lo status quo o di ottenere un miglioramento sei disposto a rinunciare a delle libertà pur di avere più sicurezza.
Vuol dire: << Salvami e ti do quello che vuoi >>
Faccio la sintesi delle sintesi:
* ci stiamo muovendo verso un trattato USA-Unione Europea che di fatto renderà rapida e facile l'ascesa del mercato USA dentro l'UE, spostando produzione e proprietà USA da questa parte del globo (il famoso "TTIP"), per generare un'area commerciale in grado di competere o tenere buone le economie emergenti e le tigri asiatiche
* per accettare cambiamenti epocali imposti da fuori e dall'alto come il TTIP, serve che chi impone sia percepito come salvatore. Il primo che arriva con delle soluzioni (difesa, maggior benessere economico, occupazione, etc) che portino via le preoccupazioni che vive questa epoca, nonostante di fatto attui delle imposizioni, diventerà il Buono.
* USA e paesi forti Europei saranno tanto più il Buono se difenderanno o riabiliteranno, in qualche modo, i diritti, le abitudini di consumo e il benessere socio-economico di chi oggi più li sente minacciati e cioè la "classe media", perché "chi più ha, più rischia".
* dato che l'Italia e il sud Europa di fatto si stanno rapidamente de-industrializzando, qui è terra fertile per re-industrializzare o comunque per impiantare ed espandere produzioni agricole e manifatturiere. Nel lungo periodo, serve manodopera flessibile, assolutamente flessibile. Sono i nuovi arrivati e che continueranno ad arrivare per anni a venire, perché questa immigrazione è strutturale ed è almeno in parte indotta.
L'Europa non ha un disegno sugli sbarchi perché lasciare che le cose crescano in queste direzioni è funzionale al disegno più grande.
Non so voi, ma quando confronto queste mie idee che sono sicuramente imprecise e "di pancia" più che di testa col NULLA dell'informazione diffusa dai grandi media e dalla politica, mi è chiaro che le tra le "vittime del sistema" ci sarà purtroppo chi non si chiede il perché di quello che accade.

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