giovedì 10 settembre 2015

Lo sgambetto è un dettaglio

Usiamo il cervello e non cadiamo nella trappola "buoni contro cattivi".
Ancora una volta stiamo attenti quando un dettaglio della dura realtà (nella mischia delle migliaia di contenuti identici che si potrebbero, purtroppo, trovare) e cioè lo "sgambetto ungherese", viene diffuso in contemporanea a livello mondiale, magari con uno stile quasi cinematografico (proprio come la foto di Aylan).
Gli effetti immediati di questo tipo di comunicazione per dettagli, facendo leva su compassione o sdegno sono:
* rappresentare in modo iper-semplificato e ridotto ai minimi termini un intero molto più complesso. Questo provoca
* una percezione assolutamente limitata e tagliente della realtà, che
* provoca nel destinatario della comunicazione uno "shock", che
* genera reazioni immediate sull'onda emotiva ulteriormente alimentate dallo "spirito di squadra", il che
* consolida schieramenti pro e contro qualcosa o qualcuno.
A livello politico o "alto" questo stato psicologico ed emotivo di massa è funzionale a far passare per soluzioni delle modalità altrimenti inaccettabili, o a portare l'opinione pubblica in una certa direzione (una direzione decisa già molto prima).
Lo sgambetto è reale. E' un fatto. La giornalista è una merda.
Ma ancora e sempre: anziché guardare COSA, fissiamoci sul PERCHE' è diventato la notizia globale del giorno.
L'Ungheria viene demonizzata dai media e molti la stanno demonizzando. Perché?
La risposta non è "Perché non accoglie gli immigrati".
Qual è la funzione di demonizzarla?

Nessun commento:

Posta un commento