giovedì 26 novembre 2015

preferisci più sanità pubblica o più difesa/offesa militare?

Da ieri è in vigore anche in Italia la direttiva europea che pone paletti molto netti ai turni di lavoro e di riposo dei medici e infermieri in tutti i paesi membri, compresa l'Italia.
Questa regolamentazione può anche essere corretta per un servizio di qualità (meno stress e più riposo = miglior vita professionale e personale).
Il piccolissimo problema è che immediatamente si genera un rischio di turni scoperti al fronte del quale ci sono tre alternative:
1. a parità di personale assunto e di risorse finanziare al settore sanitario, questi medici e infermieri lavorano clandestinamente fuori turno per garantire la continuità del servizio
2. a parità di personale assunto e di risorse finanziare al settore sanitario, per non compiere un illecito, la direzione ospedaliera sospende delle fasce di servizio nei reparti in cui non è possibile coprire turni. In buona sostanza, chiude i reparti per un tot di ore.
3. il governo decide di garantire il welfare sanitario e quindi fa spending review (in teoria questo sta avvenendo) e/o fa deficit pubblico "di scopo" rischiando di violare le regole del patto di stabilità UE.
Ieri pomeriggio i sindacati e le rappresentanze di categoria ieri dicevano che nell'immediato le soluzioni più probabili sono la 1 o la 2.
La 3 è teoricamente immaginabile se rimaniamo su spending review e su deficit pubblico: l'Italia ha ancora un po' di margine prima di raggiungere il limite del 3% di rapporto deficit/PIL).
Non ho i conti e forse non saprei neppure valutarli, ma nei prossimi mesi le Regioni per poter garantire 24 ore su 24 di servizio con tutto il personale che serve avranno bisogno entro qualche mese in poco tempo di appena qualche miliardo di €.
Detto tutto questo: l'Unione Europea (da ribattezzare semplicemente Eurozona) in questa maniera pone le regole di conduzione del sistema di welfare dei suoi stati membri, *costringendo* gli operatori e i governi a scelte difficilissime MA
FATALITA'
se si tratta di spese militari e per la difesa, le regole del Patto di Stabilità non valgono più! Spendi pure Italia, tanto queste spese non saranno computate nel deficit pubblico!
Si, è vero, adesso, c'è il terrorismo da affrontare, ma la sanità pubblica non ha almeno pari dignità e importanza?
Intanto gioiscono e ringraziano Finmeccanica e l'industria militare italiana e mondiale...
Ma torniamo un passo indietro, cioè alla sanità del nostro paese.
A suon di trattati europei inamovibili e imposizioni normative
tutto fa pensare che
nel giro di pochi anni i servizi sanitari privati e le assicurazioni sanitarie avranno un mercato florido su cui guadagnare.
Dove mercato = i cittadini.
Se il sistema sanitario pubblico fa buchi - perché non ha risorse per garantire la continuità del servizio - e la domanda per i servizi aumenta - perché saremo di più - immigrazione, aumento lento ma probabile della natalità - e sicuramente più anziani - , la sanità privata diventa automaticamente il settore che soddisfa la domanda a cui la sanità pubblica non riesce a rispondere.
Si può fare in tanti modi: vai alla clinica privata. Oppure le cliniche private pagano dei canoni agli ospedali per rimpiazzare il personale pubblico mancante direttamente dentro l'ospedale, ma questo personale privato sarà a disposizione solo per chi è assicurato.
Tradotto: al prezzo di un'assicurazione sanitaria sei sicuro di curarti ogni giorno e in ogni momento e per ogni cosa, altrimenti aspetti su code sempre più luuuuuunghe oppure... niente.
Molto americano, no? (con buona pace di osanna gli USA perché sono fichi).
Ovviamente, come per tutte le assicurazioni sei tanto più garantito quanto puoi permetterti di spendere per la polizza. E quindi ci saranno vari livelli di servizio garantito, a seconda di quanto paghi.
Francamente: vi sembra che io stia dicendo cazzate o concordate almeno in parte?
Questi sono gli effetti di un sistema economico e politico che si chiama democratico ma di fatto è semplicemente ultraliberista, che acchiappa tutti i governi tra complici e inconsapevoli, anche se noi ancora ragioniamo di destra e sinistra.
Io resto dalla parte dei cittadini e di un welfare state attaccato da tutti i fronti ma che non dovrebbe essere discutibile, pur con tutte le sue ruberie, distorsioni e sprechi. *
* Di certo limitare ruberie, distorsioni e sprechi è una delle vie da seguire, ma non basterebbe comunque a soddisfare la NECESSITA' di fare spesa pubblica per garantire i servizi fondamentali.

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