martedì 17 novembre 2015

Sicurezza e/o libertà

C'è questa notizia passata assolutamente in sordina, non ribattuta. Un altissimo funzionario delle forze dell'ordine italiane ha dichiarato che:
" Di fronte a tutto questo dovremo accettare delle restrizioni alle nostra libertà". E' quel che dice Hollande rispetto alla modifica della Costituzione francese.
Il terrorismo mette a rischio la nostra libertà, quindi i governi possono o devono agire anche loro limitandole all'occorrenza.
Ma quali sono i limiti che la sicurezza può imporre alla libertà?
La Francia richiamando il Trattato di Lisbona vuole portare l'Europa in guerra in Medio Oriente, ricordando il principio di "solidarietà" tra gli stati dell'UE. Ma la "solidarietà" può essere deformata nel suo significato all'occorrenza? Cioè, può diventare "Andiamo in guerra?".
Renzi sta evitando il tema, ma ieri - altra notizia abbastanza bypassata - Gentiloni ha dichiarato che:
"Dobbiamo essere fieri quando l'Italia è all'estero in guerra a difendere la nostra libertà e quella degli altri popoli" (stressando almeno 3 volte la parola "guerra").
L'analisi più lucida su tutto questo alla fine da chi viene?
Da Berlusconi ospite di Gianni Minoli.
Berlusconi omemmerda, ma in questa situazione capace di una schiettezza e oggettività che non ha ancora eguali in questi giorni. Ha detto - parafraso -:
" La causa di questo terrorismo è la politica estera militare dei paesi occidentali in Medio Oriente. Iraq e Afghanistan sono stati fallimenti e andarci è stato da irresponsabili. Ma a qualcuno interessava iniziarla, e volenti o nolenti ci siam ritrovati lì in mezzo. Ora l'Italia può anche non volere la guerra in Siria per sè, ma probabilmente dovrà andarci".
Renzi sicuramente non sta dicendo questo, ma dovrebbe. Ma può?
Perché, se davvero a qualcuno ancora non fosse chiaro, il terrorismo ce lo abbiamo in casa a causa di quel mix di interventismo militare e di finanziamento obliquo alle varie milizie di mercenari e partiti create dall'occidente in Medio Oriente dagli anni '70 in poi.
E' a causa di lontani e attuali giochi geopolitici dei nostri potenti che oggi siamo a rischio più di prima.
Capiamo che è così, pesiamoci, informiamoci, ricordiamoci che nonostante tutto questo siamo ancora pienamente capaci di affrontare le ingiustizie e generare di buono e di giusto. E affermiamolo coi fatti.
Avanti tutta!

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